| Marco Battaglia |
Seminario |
| “PER
UN APPROCCIO FILOLOGICO ALLA CHITARRA DELL’800”
Le fonti, il repertorio, le prassi esecutive, gli strumenti E’ indubitabile che la costante crescita dell’attenzione per l’interpretazione della musica del passato con strumenti d’epoca e copie, ricostruendo le prassi esecutive sulla base delle fonti originali, abbia determinato una vera e propria rivoluzione nel campo degli studi del settore e abbia provocato la realizzazione di una moltitudine di festival, la istituzione di organismi stabili (orchestre, scuole) e la pubblicazione di un cospicuo numero di libri e riviste specializzate. Una delle questioni che l’approccio odierno alla musica antica si pone è il problema della cosiddetta “autenticità” di una esecuzione, la quale, nei nostri intenti, non si riduce nei termini di una mera dimostrazione di regole assolute; la filologia, inoltre, è un mezzo per migliorare la consapevolezza delle coordinate culturali d’indagine. In questa prospettiva lo studio delle forme, dello stile e della retorica intendono suggerire percorsi di espressività artistica il più vicino possibile allo spirito di un tempo di cui abbiamo testimonianze di rilevante interesse. Scopo del seminario è quindi l’individuazione di una metodologia di approccio all’analisi delle fonti originali (manoscritti ed edizioni) e la formulazione di ipotesi interpretative attraverso un’indagine sui trattati d’interpretazione non esclusivamente dedicati alla chitarra. Particolare attenzione sarà rivolta inoltre agli strumenti d’epoca, alle caratteristiche costruttive di chitarre di liutai come Filano, Fabricatore, Staufer, etc.. Il repertorio oggetto di studio comprende musiche di quel periodo in cui il “Bel Canto” era lo stile più diffuso nei teatri, nei salotti e specialmente nelle dimensioni del virtuosismo dei grandi concertisti del Classicismo e del Romanticismo i quali, nella loro particolare cifra stilistica, seppero rielaborare le suggestioni delle nazioni in cui operavano e le reminiscenze delle proprie radici, giungendo inoltre a costruire un linguaggio tecnico idiomatico per il loro strumento, con risultati duraturi e a volte insuperabili. Il
seminario si rivolge a chitarristi sia che siano già diplomati
sia che abbiano raggiunto una sufficiente conoscenza tecnica della
chitarra “classica” moderna. Saranno presi in considerazione estratti di testi di alcuni tra i più autorevoli studiosi delle prassi esecutive tra cui Brown oltre a Dolmetsch, Dart, Donington, e, ad esempio, anche un loro parziale critico, Neumann; dei principali manuali di interpretazione, scelti in parte anche dai periodi precedenti all’Ottocento, in modo da sottolineare somiglianze e difformità, di autori quali Adam, C. Ph. E. Bach, Czerny, Geminiani, Hummel, Koch, Marpurg, L. Mozart, Pleyel, Quantz, Tromlitz, Türk; attenzione sarà riservata ad alcuni trattati belcantistici (Tosi, Garcia, Delle Sedie, etc.); si accennerà a una cernita di metodi per chitarra (Doisy, Merchi, Phillis, Le Moine, Porro, Scheidler, Bathioli, Stoll, Carcassi, Carulli, Giuliani, Molino, Moretti, Sor, Aguado, Mertz, etc.); ci si riferirà ad alcune incisioni dei massimi esponenti internazionali dell’interpretazione con strumenti d’epoca (Badura-Skoda, Brüggen, Gardiner, Koopman, Leonhardt, Hogwood, Norrington, Pinnock, etc.); si commenteranno, infine, una serie di documenti d’interesse musicologico tratti dall’iconografia, dalla letteratura (diaristica, recensioni, dizionari, tesi di laurea, biografie, etc.) e da fonti di varia natura (filosofia, sociologia…) che possano coadiuvare le argomentazioni sviluppate nelle lezioni. |