Marco Battaglia

     

 

Relazione di restauro
Aldo Illotta
Marcos Canova

 
 

 

 

 

 

 

Chitarra con etichetta:

       

Lo strumento appartiene alla collezione di Marco Battaglia.

 

 

 

Descrizione e stato di conservazione dello strumento
Lo strumento presenta evidenti tracce di precedenti restauri e riparazioni durante i quali sono state sostituite alcune parti. Si nota subito la mancanza dei piroli originali sostituiti con: un pirolo da violino, un pirolo di pessima fattura e quattro palette da meccanica di chitarra o mandolino, inseriti tutti dalla parte anteriore della paletta. Il ponticello presumibilmente non è originale. Le corde sono attaccate ad esso mediante piolini, quattro dei quali sono in legno e due in ferro (viti).

  Tavola armonica
La tavola armonica è in legno d'abete di taglio radiale, composta da due parti speculari. La larghezza delle venature è abbastanza regolare (circa otto venature per centimetro). Il profilo della tavola armonica è in gran parte staccato dalle fasce. Nella foto sono evidenziate le spaccature presenti.
 
Attorno al ponticello vi sono delle decorazioni di legno nero, presumibilmente ebano, con alcune parti mancanti. La buca è contornata da un’alternanza di filetti neri e bianchi e stucco nero che compongono una rosetta dalla larghezza di cinque millimetri. Il profilo della tavola armonica è contornato da un filetto di legno scuro di difficile identificazione largo mediamente due millimetri; la sua profondità non arriva oltre alla metà dello spessore della tavola stessa.
 

 

Fasce
Le fasce sono in legno d'acero di taglio radiale con marezzatura appariscente, congiunte nella parte inferiore della cassa armonica, con un inserto trapezoidale in legno da frutto (presumibilmente noce). Al centro di quest'inserto si trova un bottone d'osso o avorio tornito.

 

 
La fascia sinistra, corrispondente al lato delle corde gravi, presenta una vistosa mancanza di legno in corrispondenza della terza catena del fondo dovuta alla raschiatura, estesa su quasi tutta la lunghezza, per compensare il naturale restringimento del fondo stesso. Essa presenta, inoltre, nella parte adiacente la tavola armonica, una spaccatura dovuta forse a un trauma.
  La fascia destra, corrispondente al lato delle corde acute, nel punto di larghezza massima dello strumento, presenta una grossa mancanza colmata con un inserto di legno di castagno e poi ancora riparata con colla neoprenica (Bostik). A differenza della fascia sinistra si notano dei difetti estetici del legno.
 

Fondo
Il fondo è costituito da tre parti di legno d’acero marezzato con venatura piuttosto stretta e regolare, la parte centrale più larga rispetto alle due laterali. Nella parte bassa dello strumento vi è una spaccatura riempita con colla di tipo neoprenico (Bostik). Nella parte destra del fondo, corrispondente al lato dei bassi, si è verificata una frattura trasversale alla venatura per un tratto di 12 millimetri.

  Manico
Il manico è interamente impiallacciato con filetti alternati con avorio e legno molto simile al palissandro. Questa decorazione prosegue anche sul tacco. Mancano un intero filetto e una piccola parte di 54 millimetri d’avorio oltre a alcuni frammenti di filetti in palissandro. Asportando i residui di colla dei filetti del tacco già parzialmente staccati si nota una rottura sul medesimo.
 

Paletta
La paletta è impiallacciata presumibilmente in legno di palissandro. Nella parte anteriore, come sui lati, mancano alcuni frammenti di impiallacciatura, mentre sul retro essa è in parte sollevata. Sono presenti sei fori per i piroli. Vi è un bottone tornito d’osso (o d’avorio) tornito, che serviva per la tracolla e il foro che lo ospita è passante.

 

Tastiera
La tastiera, è molto sottile su tutta la lunghezza, è probabilmente in legno di palissandro. Si trova sullo stesso piano rispetto alla tavola armonica e prosegue su di essa fino al XVII tasto.
Alcune spaccature della tavola continuano sulla tastiera: ciò attesta il basso spessore della medesima. I tasti sono in ottone, della larghezza del manico fino al XII e a scalare dal XIII al XVII. La sede dei tasti è più profonda dello spessore della tastiera.

 

 

Capotasto
Il capotasto è di legno scuro. Ha uno spessore di 3.8 millimetri, è alto 5 millimetri e presenta una mancanza di circa 10 millimetri.
       
L’intera chitarra è verniciata superficialmente con vernice sintetica (probabilmente Flatting).

 

 

 

 

Fasi di restauro

  In un primo tempo sono stati tolti tutti i piroli e i piolini già descritti in precedenza e, dopo un’attenta documentazione fotografica sullo stato di conservazione dello strumento, si è provveduto alla pulitura dello stesso, asportando lo strato superficiale di vernice sintetica mediante l’uso di solventi e badando a non danneggiare le superfici lignee. Si è potuto così constatare che la vernice originale, con molta probabilità gomma lacca, era stata quasi interamente raschiata. Da notare che la vernice sintetica ricopriva interamente anche la tavola armonica.
A questo punto abbiamo staccato completamente la tavola armonica dalle fasce e dagli zocchetti. Non ci sono stati problemi per quanto riguarda la tastiera, infatti, come già detto precedentemente, le sedi dei tasti sono più profonde dello spessore della tastiera stessa. È stata asportata la tavola armonica fino all’altezza del tasto XI. Le fotografie documentano lo stato di conservazione dell’interno della tavola dopo aver lavato i residui di colla su tutto il profilo.
 

 

 

  Dopo una breve verifica dello stato di conservazione e delle incollature delle catene della tavola armonica, abbiamo provveduto alla scollatura ed alla reincollatura della catena sotto la buca.

 

 
Successivamente abbiamo dovuto riempire alcune crepe della tavola armonica aggiungendo delle piccole parti di abete, ovviamente abbiamo anche rinforzato le incollature con tasselli e carta. La carta utilizzata in tutte le fasi del restauro è dello stesso tipo e periodo di quella utilizzata da G. B. Fabricatore per rivestire completamente fondo e fasce della chitarra.
 

Per quanto riguarda il fondo, dopo averlo spolverato e ripulito abbiamo incollato tutte le estremità delle catene e le rotture, rinforzando le giunte con carta e tasselli in legno di abete.
Sulla fascia dal lato degli acuti si è dovuto asportare una porzione di legno di castagno, aggiunta in un precedente restauro, sostituendola con un pezzo di acero, avendo cura di rispettare, nella scelta del pezzo, le venature e la marezzatura. Le incollature del pezzo sostituito sono state rinforzate con tasselli in legno di abete e carta antica.

 

Sulla fascia del lato dei bassi abbiamo aggiunto una piccola porzione di legno mancante. Visto lo spessore minimo della fascia in quel punto, si è ritenuto necessario incollare, oltre alla parte mancante, un rinforzo all’interno in modo di aumentarne, di qualche decimo di millimetro, lo spessore.

 
La chiusura dello strumento è stata effettuata tenendo conto dell’assetto del manico.

  I fori della paletta sono stati alesati per consentire ai nuovi piroli di poter agire in modo corretto.
 
La tastiera presenta delle grosse irregolarità nella spaziatura tra i tasti, creando così fastidiosi problemi di intonazione, maggiormente riscontrabili dal XIII tasto in poi. Per ovviare alle “stonature” sono stati levati e conservati questi ultimi tasti, colmando le sedi con filetti in legno di palissandro, e sostituendoli con nuove barrette in ottone applicate superficialmente sulla tastiera e nella giusta posizione

 

 

 

 

 
Sono stati aggiunti un listello di ebano sopra al ponticello, per poter ripristinare l’assetto e la suonabilità dello strumento, e le parti mancanti della filettatura del manico.

  Prima di verniciare la chitarra sono stati effettuati alcuni ritocchi di colore sulle parti nuove e, infine, si è provveduto a dare alcune mani di gommalacca per ripristinare l’ipotetico spessore che aveva in origine la vernice.